Ombre e colori tra etica ed estetica
di Benedetto Marcucci - Liberal, ottobre 1999

Le due personali parallele di Luigi Billi e Alberto Vannetti alla Temple Gallery a Roma ci danno la possibilità di affrontare un tema denso di significati. 1 due artisti ci perdoneranno la sottrazione di spazio al commento delle loro opere. La galleria che li ospita è la struttura espositiva dell'omonima università la quale, grazie al grande successo che l'istituzione sta avendo con un sensibile aumento di iscrizioni, pu˜ permettersi di sostenere mostre come quelle di Billi e Vannetti. La stessa cosa sarebbe impossibile prevederla all'Accademia di Belle Arti di Via Ripetta. Come mai due artisti,italiani devono trovare asilo presso un'istituzione straniera? Quando si potranno avere delle Accademie che non siano stanche istituzioni senza alcun legame con il mondo esposi tivo? Detto questo passiamo a Billi e Varinetti. 1 due, legati da un rapporto di amicizia pi che ventennale - sono stati compagni di classe nel liceo artistico Barabino di Genova - sono in verità molto diversi nello stile e nelle forme, eppure in qualche modo dialogano. Se il nuovo ciclo di lavori di Luigi Billi, Hombres, già presentato alla New York University la scorsa primavera, gioca su un doppio binario, sia nel significato del titolo - ÇuominiÈ in castigliano e ÇombreÈ in un latino maccheronico - sia nel registro estetico - a un tempo ironico e liricamente tragico - i quadri di Alberto Vannetti si presentano nitidi e lineari, dai cromatismi vitali e a volte sgargianti, pervasi da un innocente positivismo etico. Eppure c'è un terreno sul quale i due si incontrano e rendono questo esporre insieme ma separati sensato e interessante. In fondo tutti e due usano la stessa cifra ironica, seppur con sfumature diverse. Ed entrambi evidenziano nei loro lavori un'istanza etica: venata di romanticismo rŽtro per Billi, proiettata in uno spazio salvifico di campiture nette e quasi depurate per Vannetti. E ancora, l'uno e l'altro ognuno a suo modo, si riconnettono a un modo di confrontarsi col fare artistico quasi infantile. Le ombre fotografate di Billi e i pannelli cromaticamente irriverenti di Vannetti divengono cos“ luoghi di libertà nei quali l'espressione torna a essere un territorio franco e scevro da condizionamenti.

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